Erice 2016

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Nel 2015 noi ragazzi del C.C.R. di Castello d’Argile abbiamo iniziato il gemellaggio con il comune di Erice (Sicilia).

imageCon distanza di un anno abbiamo avuto l’opportunità di scendere in Sicilia, in occasione del ricordo della strage di Pizzolungo.
Abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Margherita Asta e di starle affianco, dandole sostegno e  con lo scopo di ricordare sua madre Barbra e i suoi fratellini Giuseppe e Salvatore.
Era solo una bambina quando perse la madre e i fratellini e il sogno di Margherita è che i suoi fratelli possano “tornare a giocare”, che le persone passando per quella strada si fermino e ricordino, e che i bambini giochino in quel parco, così da non ricordarlo solo come luogo di paura e terrore, ma per fare vivere ancora quelle persone nei pensieri di tutti. Non c’è modo migliore che costruire un parco giochi e sono gli stessi giochi che l’anno prima noi ragazzi avevamo aperto dagli involucri assieme a Margherita.

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Tra le persone che  hanno partecipato il 2 APRILE alla commemorazione della strage di Pizzolungo, vi erano diverse scuole dei dintorni,sindaci, il giornalista Rino Giacalone, i parenti di Nino via e di altre vittime e molti iscritti a Libera.

È stata una mattinata intensa e carica di emozioni. Abbiamo avuto la possibilità di conoscere veramente tante persone e di conoscere individui che hanno vissuto sulla propria pelle i pericoli e i dolori causati dalla mafia.

È stata un’esperienza unica e che non dimenticheremo tanto in fretta, perchè le sensazioni che ci sono state trasmesse quel giorno, ci hanno fatto crescere e apprendere un mondo che poteva sembrarci qui al nord “assente”, ma non è affatto così. Dobbiamo iniziare ad aprire gli occhi e a guardare il mondo che ci circonda, perchè a volte i problemi che all’apparenza possono sembrarci lontani ci riguardano più di quanto potessimo immaginare!
Lasciare quella terra,ci abbiamo messo molto a mettere a fuoco l’idea di essere concretamente a Erice ed ora ci ritroviamo già a Castello d’Argile.

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Avevamo ancora molte domande da formulare  e molte risposte da ottenere. Tre giorni fantastici. È stata tra le migliori esperienze di sempre e ci ha fatto riflettere sul valore della vita. Quell’immenso dono a cui molte persone innocenti  vengono sottratte e rinunciano.

Solo stando uniti potremo sconfiggere la MAFIA, perchè solo un gruppo che condivide un obiettivo comune può raggiungere l’impossibile!

imageGioia e Laura.

La strada per Erice: prima e dopo il gemellaggio

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Il tema della mafia non è da sottovalutare e in questi anni, noi ragazzi del C.C.R. ne abbiamo avuto la conferma partecipando in primis o come spettatori a numerosi incontri e attività.

Fra tutti in particolare ricordiamo:

  • l’incontro con Giovanni Tizian, un giornalista costretto a muoversi solamente sotto scorta, a causa delle minacce mafiose ricevute.

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Tizian ci ha raccontato la sua storia e dove tutto ha avuto inizio. Giovanni da bambino abitava a Bovalino, un paese in cui vide incendiato il mobilificio del nonno e dove perse il padre il 23 ottobre 1989. Ci ha raccontato che il padre stava tornando a casa da lavoro, quando gli si accostò un’auto e gli spararono. La macchina di Peppe si schiantò contro un muro e ancora oggi non si sa chi è il colpevole di questo omicidio.

Dopo questo  nel 1993 Giovanni fuggì a Modena, dove frequentò gli studi, laureandosi e dove iniziò a scrivere per la Gazzetta del giornale di Modena.

Venne a Modena con l’idea di rimuovere tutto e ricominciare una nuova vita. Voleva costruirsi un futuro lontano da sguardi di persone il cui scopo era esclusivamente dominare e allontanarsi da strade ricoperte solamente di sangue e morte.

Decise di non arrendersi e non darsi per vinto e con i primi articoli fu costretto a fuggire e a vivere sotto scorta.  Ma questo non gli impedì di continuare la sua carriera da giornalista e nel 2001 pubblicò il suo primo libro intitolato ” Gotica. ‘Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea”.

 

 

  • L’incontro con Maria Carmela Lanzetta ed Elisabetta Tripodi

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  • Maria Carmela Lanzetta è sindaco di Monasterace, una donna costretta a vivere sotto scorta, da quando un fatidico giorno sotto casa spararono tre colpi alla sua macchina parcheggia. Una domenica gli incendiarono la farmacia di famiglia, ma la cosa che ci ha colpito di più è la forza di volontà e la grinta che possiede. Lei non ha mai rinunciato a lottare pubblicamente contro la ‘ndrangheta e il giorno seguente aprì comunque la farmacia.
  • Elisabetta Tripodi è il sindaco di Rosarno ed è anche lei costretta a vivere sotto scorta e minacciata dai clan locali. Elisabetta Tripodi ci racconta degli studi frequentati al nord per poi ritornare nella sua terra di origine a Rosarno in compagnia dei due figli e del marito. Dopo le elezioni e i primi interventi da parte della sindaca , Elisabetta riceve una minaccia dal boss Rocco Pesce, soprannominato anche “il pirata” con tanto di carta intestata del comune. Elisabetta non è più libera di girare da sola o di accompagnare i figli a scuola ma non si arrende e continua a lottare per garantire un futuro migliore a queste giovani .

 

QUESTI INCONTRI SONO STATI TENUTI A PIEVE DI CENTO IN COLLABORAZIONE CON IL COMUNE DI PIEVE DI CENTO E IL C.C.R. DI Pieve di Cento.

 

 

 

 

 

  • La partecipazione a Bologna a Palazzo d’Accursio dove è stato conferito a sei sindache il Premio Internazionale Daniele Po

 

Il comitato organizzatore ha scelto di assegnare il Premio a donne sindaco abitanti nei territori d’Italia con alto tasso di criminalità mafiosa e che lottano ogni giorno, per garantire la pace e i diritti umani di cui tutti dovremmo disporre.

Così da mettere in evidenza la collaborazione, il coraggio, la forza di volontà di queste 6 donne sindache verso la lotta contro la mafia .

Queste sei donne sono:

  • Elisabetta Tripodi Sindaca di Rosarno,
  • Maria Carmela Lanzetta Sindaca di Monasterace,
  • Giuseppina Nicolini Sindaca dell’ Isola di Lampedusa e Linosa,
  • Carolina Girasole Sindaca dell’ Isola Capo Rizzuto,
  • Denise Cosco,

Giuseppina Pesce Collaboratrice di Giustizia

Nell’ occasione del giorno sabato 7 marzo 2015  alle 20.45  presso il teatro di Pieve di Cento ,abbiamo avuto il primo grande inizio per scoprire chi fosse e la storia di Margherita Asta. Dopodiché l’abbiamo incontrata alla manifestazione di libera del 2015 e  grazie al gemellaggio con Erice e alla giornata “Fra canti e racconti” (riportato qui a destra il volantino) siamo riusciti a parlare in primis con lei e a conoscere la sua storia nei minimi dettagli.

Grazie al Consiglio Comunale dei Ragazzi di Castello d’Argile noi consiglieri abbiamo avuto l’opportunità di realizzare questo meraviglioso gemellaggio con il baby Consiglio di Erice e di scambiare con i suoi membri pareri e punti di vista.

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Noi consiglieri abbiamo avuto un immenso privilegio incontrando Don Ciotti, il giudice Carlo Palermo e Margherita Asta.

Don Ciotti è il fondatore dell’associazione Libera e delle tante cose interessanti che ha detto durante i suoi bellissimi discorsi, la cosa che forse ci è rimasta più impressa è il fatto, che l’Italia non può continuare ad andare avanti con leggi fatte di compromessi e giochi, frutto dell’attività mafiosa che ormai non è più solo “infiltrata” nel territorio ma è parte integrante di essa (da nord a sud).

Ci ha incitati a stare uniti, resistere, lottare e collaborare.

Don Ciotti è stato come un padre per Margherita, la quale alla sola età di 11 anni ha perso la madre Barbara e i suoi fratellini Giuseppe e Salvatore durante un attentato premeditato che avrebbe dovuto uccidere il giudice Carlo Palermo. Margherita oggi è una donna molto forte e di grande esempio per noi giovani perché ha saputo lottare e andare avanti di fronte a questa grossa tragedia.

È stata una bellissima esperienza partecipare il 2 aprile alla commemorazione della strage e vedere la gioia sul volto di Margherita nell’aprire insieme a noi ragazzi i giochi e sapere che il suo sogno,che i suoi fratellini sarebbero tornati di nuovo a giocare, si sarebbe realizzato e che Pizzolungo non sarebbe più stato ricordato solo come luogo di terrore e paura.

Quest’esperienza ci ha fatto capire che cosa è veramente la mafia e che è presente dappertutto, anche se, qui da noi a Bologna è meno visibile e solamente se cimettiamo tutti insieme a lottare ed impegnandoci in prima persona riusciremo a sconfiggerla.

Nella giornata di domenica 19 Aprile 2015,

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noi ragazzi del C.C.R. abbiamo avuto la possibilità di raccontare al nostro paese, Castello d’Argile, chi siamo, cosa facciamo e sopratutto di parlare del gemellaggio con il comune di Erice (un paese della Sicilia, vicino a Trapani). Lo scopo era di trasmettere a tutti i presenti le nostre emozioni, come ci siamo senti e di parlare di un tema che al nord potrebbe sembrare “nascosto”, LA MAFIA.

Noi stessi ci siamo sentiti presi in causa, perché anche se all’apparenza sembra non riguardarci non significa disinteressarsene e far finta che non sia affar nostro.

L’indifferenza e la legge “vedo e sto zitto” non porteranno mai all’eliminazione del problema. Dovremmo invece appoggiarci a vicenda , esprimere la propria idea, e fare il possibile per rendere l’Italia un mondo migliore e pacifico. Perché si sà è proprio l’unione a fare la forza.Quella forza di continuare a lottare senza sentirci mai soli.

Quest’esperienza non penso c’è la scorderemo in fretta, perché ci ha arricchito, fatto crescere e ha fatto nascere nuove amicizie, facendoci capire che la mafia non riguarda una singola zona o persona, ma è un problema comune, cioè di tutta ITALIA e non solo!

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